COSA MANGIA UN ARBITRO

Guardando una partita di calcio l’attenzione è sempre rivolta al dispendio fisico che compiono i calciatori. Anche le statistiche mostrate in TV, elaborate attraverso sistemi GPS, evidenziano la distanza percorsa da un singolo calciatore o dall’intera squadra.

Tuttavia in campo è presente anche una terza squadra, quella degli arbitri. Poco si sa sul loro dispendio energetico, sulla loro performance atletica. Eppure, anche loro compiono un notevole sforzo fisico per stare quanto più vicini possibile all’azione.

Se numerosi articoli sull’alimentazione dei calciatori sono stati pubblicati su quasi tutti i giornali sportivi, poco si sa dell’alimentazione che segue un arbitro.

Partendo da quello che è lo sforzo fisico, uno studio che porta la firma anche del metodologo dell’allenamento dell’AIA prof. Carlo Castagna, riporta che la distanza percorsa da un arbitro di calcio a 11 si aggira intorno agli 11 chilometri a partita. 

Per quanto riguarda il dispendio energetico invece, uno studio del 2008, ha individuato un dispendio energetico medio che si aggira tra le 1100 e le 1350 kcal.

Questo porta comunque l’arbitro a non dover sottovalutare gli allenamenti settimanali e tutto ciò che ruota intorno alla preparazione atletica, compresa l’alimentazione.

Se per quanto riguarda l’alimentazione da seguire durante la settimana occorrerebbe un’attenta analisi dello stile di vita dell’atleta-arbitro, prendendo in esame la sua vita quotidiana, l’orario di allenamento, la tipologia di allenamento, per quanto riguarda il giorno della gara si possono tracciare delle linee guida che, naturalmente, devono essere poi cucite su misura in modo da massimizzare la performance atletica.

Supponendo di dover arbitrare una partita alle ore 15.00, il nostro arbitro arriverà alla gara consumando tre pasti: colazione, spuntino di metà mattina e pranzo.

Se colazione e spuntino andrebbero calibrati anche sugli orari della sveglia, per quanto riguarda il pranzo c’è una regola alla quale non ci si può sottrarre: la regola delle 3 ore. Il pranzo pre-gara, infatti, deve essere necessariamente entro le 3 ore antecedenti la partita in modo da dare all’apparato digerente di digerire tutti gli alimenti ed al nostro metabolismo di ricavare l’energia necessaria per arbitrare.

La regola generale da seguire è quella di mangiare carboidrati, proteine e pochissimi grassi. Ad esempio un pranzo pre-gara potrebbe essere composto da: verdure (poche da mangiare prima del primo piatto), un piatto di pasta (possibilmente integrale) al pomodoro o in bianco con olio di oliva e parmigiano, petto di pollo alla piastra oppure della bresaola o del crudo sgrassato.

Bisogna tener conto che un pasto leggero viene digerito nel giro di 2-3 ore, un pasto normale e vario necessita di 3-4 ore mentre, un pasto ricco di grassi necessita di più di 4 ore.

Poche e semplici regole da seguire, quindi, per cercare di non vanificare tutti gli sforzi fatti durante la settimana e per cercare di essere sempre al passo dei calciatori. 

Ogni arbitro sa, che un’ottima direzione di gara, dipende anche dalla vicinanza che ha all’azione e per rimanere al passo occorre non trascurare alcun aspetto.

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