Dieta chetogenica: pro e contro!

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Cari amici, oggi cercherò di far luce su un protocollo alimentare che sta prendendo piede negli ultimi anni. Almeno una volta nella vita, infatti, avrete sentito parlare di dieta chetogenica. Ma effettivamente cosa è? Come funziona? Cosa si mangia? Quali sono i pro e quali i contro?

Innanzitutto, piccola premessa. In condizioni normali, fisiologiche, il nostro organismo utilizza il glucosio (gli zuccheri) per poter svolgere le sue funzioni. Camminare, respirare, far battere il cuore, sono tutte operazioni che compiamo grazie all’energia fornita dagli zuccheri assimilati e digeriti.

Nel caso della dieta chetogenica, invece, il nostro carburante sarà costituito dai corpi chetonici prodotti dal metabolismo dei grassi, all’interno del fegato. Sono tre: l’aceto acetato, il beta-idrossibutirrato e l’acetone, quest’ultimo eliminato attraverso la respirazione.

Nel caso della dieta chetogenica, questo processo fisiologico viene indotto dall’esterno, attraverso l’alimentazione. Tipicamente una dieta chetogenica viene impostata seguendo uno schema che prevede un 70-75% di grassi, 20-25% di proteine e 0-5% di carboidrati.

In questo modo, si sottrae il “carburante” principale al nostro corpo, costringendolo ad utilizzare un altro tipo di carburante. Un po’ come quando si ha un’automobile con l’impianto a metano e si decide di utilizzare il metano anziché la benzina senza piombo.

Per tale ragione, non si può parlare della dieta chetogenica come una dieta iperproteica o addirittura carnea. Le fonti proteiche possono essere rappresentate sia da carne che da pesce, che da uova. Qualsiasi fonte proteica è ben accetta all’interno della dieta chetogenica.

Nella scelta degli alimenti occorre però considerare un valore importante, conosciuto come k ratio che consente di capire se un alimento può essere considerato chetogenico o meno. Questo è un rapporto che mette in relazione i nutrienti chetogenici (grassi e proteine) con i nutrienti antichetogenici (carboidrati). Nella prima fase della dieta chetogenica, detta di adattamento, è importante che questo rapporto sia sempre maggiore di 1. Nelle fasi successive, invece, quando il nostro corpo si sarà abituato ad utilizzare i corpi chetonici, potrà essere anche minore di 1.

Diventa invece assolutamente importante che il k ratio sia maggiore di 1,5 se la dieta chetogenica viene utilizzata per il trattamento di patologie neurologiche.

Esaminando quelli che potrebbero essere i contro di una dieta chetogenica, sicuramente dobbiamo inserire lo shift metabolico. Ci sarà un periodo, variabile a seconda del soggetto, durante il quale l’organismo effettuerà il passaggio dai carboidrati ai corpi chetonici. Durante questo periodo sarà normale soffrire di un leggero mal di testa, di un leggero senso di pesantezza. Dopo che ci si sarà abituati, e quindi lo shift metabolico sarà avvenuto, ci si sentirà pieni di energia e soprattutto si avrà un senso di repressione della fame! 

Altro effetto collaterale della dieta chetogenica potrebbe essere un periodo di stitichezza dovuto alla minor ingestione di carboidrati. Nulla di grave e soprattutto nulla di irreversibile!

Se invece si sceglie di associare la dieta chetogenica alla pratica sportiva, bisogna sapere che questo protocollo alimentare consente di ridurre il catabolismo proteico. I muscoli quindi, saranno salvaguardati.

Ci sarà anche un miglioramento dell’efficienza metabolica e dunque una minore necessità di supplementare con carboidrati e zuccheri ad intervalli regolari.

Inoltre ci sarà una massimizzazione della ricomposizione corporea.

Ma alla fine…quali sono gli alimenti che sono concessi durante una dieta chetogenica?

Per quanto riguarda gli alimenti proteici che sono concessi, troviamo la carne ed il pesce, le uova ed i formaggi (che sono sia proteici che lipidici), gli alimenti vegani con una percentuale di carboidrati inferiori al 5%, 

Tra gli alimenti lipidici invece, trovano spazio l’olio extravergine di oliva, la frutta secca e di suoi derivati, l’olio di cocco ed i suoi derivati, il cacao ed i suoi derivati ed i semi tra cui quelli di lino o quelli di chia.

Capitolo carboidrati, gli unici concessi sono quelli provenienti dalle verdure ma comunque, come detto prima, in una percentuale non superiore al 5% del fabbisogno energetico.

Per il primo periodo, quello necessario affinché il nostro organismo si abitui all’utilizzo di un nuovo carburante, si avrà una sensazione di spossatezza, mal di testa. Nulla di preoccupante! La sensazione svanirà nel giro di pochissimi giorni e dopo ci si sentirà anche meglio di prima, con più energia e con più capacità di concentrarsi.

Anche in questo caso, nessuna improvvisazione! Rivolgetevi sempre ad un esperto che possa seguire il vostro percorso di ingresso e di uscita dalla dieta chetogenica.

Se vuoi ulteriori informazioni, non esitare a contattarmi!

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